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STORIE AZZURRE *** IL MIO BATTESIMO DEL VOLO ***Un aviere allievo ONFA racconta come… sopravvisse alle acrobazie su un FG46B


del 08/03/2010

Questo articolo è tratto dal periodico AERONAUTICA dell’Ass. Arma. A. (gennaio 2010)



di

Giorgio Pinelli

Qualche tempo fa ero a Modena per rivedere mia madre, mia sorella e altri parenti,quando percorrendo la Via Emilia Ovest, verso il centro città ho visto nelle vicinanze della Caserma Pisacane dell'Artiglieria, dove c'è anche la sezione AAA di Modena, un aeroplano che con il suo traliccio
di sostegno, sovrastava come "Gate Guardian" il muro di cinta dèll'Aerautodromo.
L’ho riconosciuto come un , Fiat G.46 e subito è scattato il ricordo del mio battesimo del volo.

Ero a quel tempo in forza al 14' Deposito Centrale Autoveicoli AM di Modena, in qualità di aviere allievo ONFA, per terminare gli studi, conseguire un diploma, frequentare un corso AUC e cominciare così la carriera nell'AM.

Una splendida domenica di metà giugno del 1960, in libera uscita pomeridiana, mi ero recato all'Aerautodromo dove era in programma una manifestazìone aerea. Mentre, curiosando, mi aggiravo tra elicotteri, alianti e altri velivoli, mi si avvicinò un tenente pilota che sulla tuta di volo aveva il distintivo del gatto nero con i sorci verdi (non ricordo se era 5 1 ' Stormo o Aerobrigata).

Mi chiese cosa facevo lì, ed essendo l'unico in divisa mi chiese ancora se avevo mai volato. Alla mia risposta negativa mi disse: «Vieni con me».
Ci dirigemmo verso l'hangar e dopo aver parlato con il direttore dell'Aero Club, un ex "maresciallone" pilota, mi indicò l'aeroplano sul quale avremmo dovuto volare, un Fiat G.46B.

Dopo brevi istruzioni su come comportarsi nel caso che... salimmo a bordo. Non ricordo se il paracadute lo indossai subito o se era già installato sul seggiolino, perché in quel momento ero talmente emozionato in quanto, essendo la prima volta che, come si suol dire, mettevo il sedere su di un aereo, non riuscivo a recepire in pieno quello che mi diceva. Una volta però decollati, saliti in quota, mi ritornò la calma e tutto ridivenne normale. Mi spiegò che se nella fase di richiamata di un looping, vedevo nero, lo avrei dovuto avvisare.

E cominciò. Quando eravamo a testa in giù dopo la prima richiamata, gli dissi che non avevo visto niente. Allora lui disse che avrebbe stretto di più il looping. Alla seconda richiamata, sempre a testa in giù, gli dissi che avevo per un attimo visto rosso. Allora strinse ancora di più il looping e alla terza richiamata gli dissi che avevo visto per un secondo nero e dopo era tutto normale. Dopo di che uscì dal looping con un lunghissimo tonneau, fin oltre il campanile della chiesa di San Agostino (vedi Aeronautica n. 8 del sett. 2008). Alla mia riconferma che tutto andava bene cominciò a fare tutte quelle evoluzioni che lui conosceva, per circa altri venti minuti. Infine, con una grande virata sopra l'hangar,decise di atterrare. Arrivati all'hangar e scesi dall'acreo, ci venne incontro il direttore dell'Aero Club, abbastanza su di giri, perché il pilota non avrebbe dovuto fare quelle manovre sopra l'hangar. Spiegato che era il mio primo volo e battesimo del volo, dopo aver ripreso un po' severo il pilota, ci ordinò di passare al bar e pagare da bere a tutti quelli che erano presenti, circa una trentina di persone' Immaginatevi un po', che con la mia paga di aviere ONFA non sarei riuscito a pagare da bere se non a due o tre persone! Per fortuna alcuni amici fecero una piccola colletta e così me la cavai abbastanza signorilmente.



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