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 Noi radioamatori siamo come i preti e i carabinieri . Anche se un giorno, per assurdo, decidessimo di mettere da parte la nostra passione avremmo sempre la mentalità e gli atteggiamenti da radioamatore. E’ come se ci si appiccicasse addosso un abito con la scritta “OM” per tutta la vita. A causa della mia lunga attività di dirigente periferico della nostra Associazione ho avuto modo di conoscere diversi colleghi della “vecchia guardia” in tutte le regioni d’Italia che, pur avanti negli anni, sembrano giovincelli alle prese con le piccole e grandi attività che ruotano intorno alla radiofrequenza, sempre presenti in Sezione per parlare di tecnica e socializzare con i più giovani.
Uno di questi preziosi colleghi, socio della Sezione ARI di Pescara, è indubbiamente un Decano del radiantismo abruzzese; Tito Odoardi i6ODR che continua ad occuparsi di radio con lo stesso spirito di ricerca di quando approdò giovanissimo sulla sponda dei nipoti di Marconi.
Oggi ODR, come tanti antri suoi colleghi, ha dovuto fare i conti con l’informatica che da parecchi lustri si è collegata alle radiocomunicazioni, ma egli ne è uscito abbastanza rinforzato, sia come operatore che come ricercatore per aver addomesticato, nonostante i suoi 88 anni suonati, anche un aiutante di stazione bravo ma freddo e senza anima che risponde al nome di Computer.
Tito parla dei primi incontri con il mondo della radiocomunicazione. “…Quando entrai a lavorare in una impresa elettrica ero quasi un bambino - ricorda con un po’ di nostalgia ma senza rimpianti - i tecnici montatori più anziani si divertivano, si fa per dire, con la radio galena. Ne rimasi affascinato e iniziai a dilettarmi di autocostruzioni. Poi con il progredire della offerta del mercato per radioamatori le autocostruzioni, non ci bastarono più.La prima stazione radio commerciale - continua Tito -fu la mitica linea geloso. Poi venne la patente di operatore N 79/ SLM del 27-05-1971 Poi ancora un susseguirsi di eventi; la SSB in144 le tante prove sui ponti…. i viaggi avventurosi sulla innevata Maielletta con il battipista delle sciovie che gentilmente mi prestavano. Ciò era possibile perché facevo il manutentore delle sciovie, in quel periodo. Ho cambiato anche tante linee di apparati….Tanti anni sono passati…. ho acquistato il T.S.-180, poi il T.S.850, tutti della casa KENWOOD.
Nel 1938, quando iniziò la sua vita di lavoro Tito aveva solo 16 anni - Dopo le scuole elementari continua -affrontai il primo apprendistato e subito dopo venni assunto dalla ex S.M.E.Società Meridionale Elettrica Direzione lavori come elettricista, poi il militare.Durante tutto il periodo nero: guerra poi occupazione militare tedesca, bombardamenti e distruzioni. Tito fa una pausa come per scacciare i brutti ricordi, poi riprende- Partecipai alla ricostruzione degli impianti distrutti dagli eventi bellici…….voglio evitare di entrare nei dettagli i questo periodo di travaglio subito dal nostro Paese…. Ho lavorato.alla ricostruzione degli impianti elettrici nella centrale elettrica sul fiume Garigliano. Poi nel gennaio 1950 sugli impianti idroelettrici Secondo e terzo salto del fiume Pescara ESERCIZIO TECNICO. A fine anno 1952 fui trasferito in promozione capo tecnico nella centrale sul fiume Mucone in Calabria fino al 1964. Questa centrale era stata costruita con un compito molto importante per la rete S:M:E. regolazione di frequenza e di potenza. Nel 1964 vengo trasferito nella centrale terzo salto fiume Pescara dove restai fino al collocamento in pensione nel 1965. Tito poi parla delle comunicazioni AD ONDA CONVOGLIATA tra le centrali elettriche ENEL di cui si è occupato. Tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica e trasformazione sono distanti fra loro.Le comunicazioni da un impianto all'altro sarebbero sicuramente difficili usando sistemi tradizionali e quindi avvengono tramite una fase" conduttore ". Il segnale, dal centralino telefonico, tramite speciali trasformatori, va sull'alta tensione 150/220 K.Volt. e mediante portante convogliata, va al successivo impianto. Qui avviene il processo inverso e dal conduttore, tramite il trasformatore, passa al centralino telefonico. Dopo la derivazione del trasformatore precisa Tito- vi è una bobina di sbarramento alla frequenza di ogni tratta.
Tito ODR ha vissuto la storia lunga della sperimentazione e dell’attuazione del sistema di trasmissione ad onda convogliata ma raccontarla in questa sede occuperebbe troppo spazio. Spesso il nostro Amico parla di un suo studio che portò alla progettazione e alla realizzazione di un sistema rivoluzionario a RADIOFREQUENZA. Si tratta di un impianto automatico per la lavorazione a blocco, di lenti nel campo dell’ottica di precisione. Questo impianto(lo dico con orgoglio)-, conclude ODR - è stato il primo impianto automatico, al mondo.per la costruzione di lenti neutre su blocco.. Questo grazie alla radiofrequenza.ed anche a noi radioamatori abruzzesi. Una comunità di cui sono onorato farne parte.
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