 Il Prof. Fabio Graziosi ha illustrato nei giorni scorsi nel salone del Consiglio Comunale di Pescara il progetto del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione degli Studi dell’Aquila per la delocalizzazione degli impianti radiotelevisivi di S. Silvestro su una piattaforma situata al largo della costa abruzzese. Erano presenti oltre al Sindaco gli Assessori Seccia, del Tecco e Sospiri insieme ad una folta rappresentanza della popolazione di S. Silvestro con i Comitati che si stanno battendo da anni per risolvere il problema. Questa volta, senza costringere i politici a promettere cose irrealizzabili, i sansilvestresi hanno imboccato la strada giusta grazie ad una visione realistica del problema con un approccio scientifico valido e non utopico. Questa era la strada che si doveva percorrere fin dall’inizio. Ma ora pensiamo in modo positivo senza recriminazioni sul passato e con la compattezza necessaria di tutti gli abitanti di questa incantevole collina che non dovranno più essere presi in giro da strumentalizzazioni politiche. Per ovvie ragioni tralascio di riportare la parte strettamente tecnica del progetto limitandomi alle considerazioni finali conprensibili a tutti.
Ecco la conclusione dello studio dell’Università aquilana.
E’ stato messo a punto un metodo per la verifica della possibilità di delocalizzare l'attuale sito radioelettrico di S. Silvestro (PE). I risultati mostrano la concreta possibilità, dal punto di vista degli aspetti legati alla radiopropagazione, di prendere in esame le piattaforme off-shore per la delocalizzazione del sito sia broadcasting radiofonico sia per quello televisivo. Il problema dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici verrebbe sostanzialmente risolto, passando da una situazione da trattare con riferimento ai limiti di esposizione e ai livelli di attenzione al pieno raggiungimento degli obiettivi di qualità. Il modello sviluppato consente di effettuare una analisi statistica della popolazione coperta mediante i dati ISTAT. La quota a cui è opportuno collocare i sistemi di antenna sulla piattaforma off?shore per garantire livelli di copertura paragonabili a quelli attuali è dell'ordine di grandezza dei m. 100 slm . Grazie alla distanza dalla costa piuttosto contenuta (dell'ordine di qualche chilometro) non sono significativi gli effetti dovuti alla presenza della superficie marina sulla copertura radio alle diverse frequenze analizzate. Grazie alla ridotta entità dello spostamento del sito di broadcasting, rispetto alla collocazione originaria non sono rilevanti le variazioni relative all'interferenza prodotta; in particolare con riferimento all'interferenza a grande distanza per la radiodiffusione radiofonica , non variano , in modo sostanziale le condizioni per l’innesco di fenomeni quali l’effetto condotto di superfice rispetto alla situazione attuale con le emittenti posizionate su S. Silvestro. L'ipotesi di delocalizzazione su piattaforma off?shore appare, dal punto di vista radioelettrico, compatibile con il Piano Nazionale di Assegnazione delle frequenze (DVB?T) sia per SFN che per MFN, su tutti i canali previsti. Dal punto di vista dell'utente, la delocalizzazione comporterebbe limitati disagi (necessità di nuovo puntamento delle antenne TV) per alcune zone circoscritte. Dal punto di vista interferenziale, nel contesto nazionale la delocalizzazione può essere tenuta in considerazione nell'ambito delle attività del tavolo tecnico, nel contesto internazionale le attività di coordinamento in corso dovrebbero risolvere i problemi di potenziale incompatibilità. *****************
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