NAVE CONCORDIA E LA NAVIGAZIONE NEI SALOTTI TV

Il salotto televisivo è un luogo magico dove puoi trovare di tutto e di più. Ogni salotto televisivo ha il suo o la sua padrona di casa.

In questi giorni la  tragedia di nave Concordia è l’argomento principe delle trasmissioni  ma per fare audience  il conduttore deve ospitare esperti di navigazione e, possibilmente, di naufragi.   I salotti sono tanti e i veri esperti a disposizione delle reti in concorrenza tra loro sono pochi e allora accade che un esperto te lo vedi in più di una trasmissione  rispondere sempre alle stesse domande.

Poi ci sono gli ospiti più o meno fissi; il professore di psicologia, l’autore del libro sull’affondamento del Titanic, l’addestratore dei cani di salvamento ecc. ecc.-

I veri esperti, ufficiali di marina, uomini dei corpi che partecipano alle operazioni di salvataggio, sono quelli che parlano di meno e spesso mostrano imbarazzo nel dover rispondere a domande  insulse su argomenti delicati e complessi che riguardano la conduzione di una nave e il codice della navigazione.

Accade anche che diversi alti ufficiali non accettano di comparire in TV.

Vediamo quali sono gli argomenti in onda. Ho preso al riguardo alcuni appunti.

Il comportamento del capitano Francesco Schettino è oggetto di critica da parte di tutti perché contiene elementi nuovi nella letteratura dei sinistri marittimi.  Mentre la  telefonata tra la Cap. di Porto di Livorno e il comandante di nave Concordia suscita  un’appassionata tifoseria a favore di  De Falco, quello del “torni a bordo …cazzo”. Il tono del concitato colloquio tra i due può essere assimilata ad una di quelle drammatiche sequenze cinematografiche a metà strada tra la fraseologia dei marines e quella teutonica usata in certi ambienti tedeschi durante la seconda guerra mondiale.  De falco, per il pubblico, rappresenta il massimo della efficienza marinara promosso eroe sul campo.

Sempre parlando di Schettino esce fuori la bionda della Moldavia vista a cena con il comandante di Sorrento.  Una conduttrice televisiva aggiunge….”notata anche in plancia durante l’accostata fatale”. Una  notissima ospite della trasmissione ci mette il carico che ancora mancava….”il comandante si sarà distratto durante le manovra.

Durante un “Porta a porta” di Vespa è uscito fuori anche il modellino che mancava. Una microscopica riproduzione del “Costa Concordia” fissata su una basetta di legno che puoi trovare in una qualsiasi bacheca di bordo al prezzo di € 10,00 portata in trasmissione da uno dell’equipaggio. Mancava però il plastico con l’isola del Giglio, lo scoglio e il relitto con tutte le barchette intorno. Oppure una grande vasca con l’isola e i modellini radiocomandati.

Avrete poi notato il perfetto equilibrio di permanenza in video dei vari corpi che partecipano alle operazioni di soccorso.

Gli equipaggi delle motovedette di tutti i corpi ospitano gli inviati per le dirette. E’ giusto che sia così per esigenze di comunicazioni ma io credo che la lunga lista dei giornalisti da portare a bordo in qualche modo intralci le operazioni.

Ma se tutti i corpi, dalla Guardia Costiera ai VV FF, alla G. di Finanza, ai Carabinieri ecc., mandano sul posto i loro addetti stampa vuol dire che la “diretta” non dispiace a nessuno.

La maggior parte dei conduttori e delle conduttrici TV conosce solo l’aspetto ludico e balneare del mare ma si avventura lo stesso nel linguaggio dei nodi, della accostate, delle lance di salvataggio (tutti le chiamano impropriamente Scialuppe), i radar, i piloti automatici ecc. ecc. facendo storcere il naso a chi è navigante di professione. Ma tant’è, il linguaggio marinaro ha subito una involuzione iniziata fin dai tempi di Emilio Salgari che, pur non avendo mai messo piede su una barca, scrisse stupende pagine inventando addirittura termini marinareschi  poi  entrati nell’uso comune.

Ho tralasciato l’aspetto tragico dei dispersi di nave Concordia che ancora mancano all’appello. Mi sembrerebbe irriverente accostare il dolore delle famiglie alle banalità che si sentono nei salotti televisivi. Quello che più mi colpisce positivamente in questi giorni è la dignità che dimostrano i veri eroi di questo naufragio devastante per l’immagine dell’Italia: i soccorritori che parlano poco o che scappano davanti ai microfoni e alle telecamere come il comandante De Falco.

 
 
 

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